Giovanna Borrello parte da un’esperienza personale in pronto soccorso per interrogare il confine tra corpo vissuto e nuda carne (zoè) — con Cavarero, de Beauvoir, Braidotti e Deleuze/Guattari — proponendo la “zoontologia” come sapere sull’eccesso della carne che resta irriducibile a ogni forma, anche a quella dell’algoritmo.

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