Una conversazione fra padre e figlio, un giornalista e un attore-produttore, a partire da MEAT, testo teatrale della drammaturga irlandese Gillian Greer: il teatro come ultimo rifugio della corporalità espressiva in un secolo che si smaterializza, e come luogo dove la carne, quella vera, resta insostituibile anche di fronte all’irruzione delle intelligenze artificiali.

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