Giovanna Borrello apre il Numero 1 ripercorrendo l’itinerario filosofico di Paolo Augusto Masullo — dall’antropologia filosofica alla bio-tecno-etica — e spiega le scelte editoriali di una rivista che vuole continuarne il cammino tra le soglie sempre nuove del postumano.

In questo Numero 1 diFilosofia.0troverete alcune relazioni rielaborate, tenute in due convegni in memoria di Paolo Augusto Masullo, a cui è dedicata la rivista. Del convegno del gennaio 2023,La pratica filosofica nella formazione del medico, pubblichiamo il testo di Mariafilomena Anzalone1, importante perché da qui si evince che la concezione della filosofia e del postumano di Masullo non parte da un’astratta teoria filosofica, ma da pratiche mediche suggerite da Viktor von Weizsäcker. Invece del convegno del maggio 2023,Dialoghi sul Postumano, per il quale chiamammo a confrontarsi, scienziate come Cloe Taddei Ferretti e filosofi della scienza come Guglielmo Tamburrini, pubblichiamo le relazioni di Francesco Donato Perillo e di Alessia Araneo. Di Cloe Taddei Ferretti abbiamo invece deciso di ripubblicare l’introduzione al mio testo,Aldo e Paolo Masullo. Un dialogo serrato2.

Importante segnalare il convegno in memoria di Aldo e Paolo Masullo, organizzato da Anna Maria Pedullà presso l’università L’Orientale di Napoli, i cui atti sono stati pubblicati recentemente3.

Apriamo il primo numero della rivista con un’illustrazione generata da Francesco Donato Perillo con l’aiuto di ChatGPT, che raffigura gli infiniti mondi dei saperi, nel cui orizzonte si muoverà la rivista. Cosa che rimanda anche al pensiero di Giordano Bruno e che giustifica l’ampia partecipazione di docenti universitari e di diverse competenze scientifiche al Comitato di strategie redazionali. Come esergo abbiamo scelto un profilo diFilosofia.0costituito da una illustrazione commentata da una nota poetica del nostro corrispondente a Lovanio, Luis Miguel Artabe Zamanillo.

C’è poi l’articolo scritto a quattro mani da Michele Mezza e Gigi Spina che fa da contrappunto al “transito” dell’umano di Paolo Augusto Masullo, in quanto annuncia il “trasloco” definitivo dell’umano nel postumano, dal momento che le pratiche più elementari di comunicazione umana, come la lettura e la scrittura, hanno subito con la AI un mutamento tale da comportare un cambiamento antropologico non solo cognitivo, ma anche corporeo e soprattutto sensitivo. Non scriviamo più con la mano, ma solo con il pollice, leggiamo sempre meno ma ascoltiamo interi libri. Questo cambia, nell’assoluta unità corpo/mente, non solo la postura del corpo-percezione-sensi ma anche contemporaneamente quella della mente.

Ci sono poi altri articoli che, pur non essendo interpretazioni dirette dei nuclei del pensiero di Paolo, affrontano temi importanti che scaturiscono dal suo pensiero su cui vale la pena riflettere, fare altre connessioni e ulteriori elaborazioni, come: iltema del limitetra normale e patologico nell’articolo di Luca Guzzardi; iltema della creativitàche si relaziona con la “Creazione” nel testo del teologo Padre Luca Peyron; iltema della possibilitàaperto dagli sviluppi della fisica quantistica che Rossana Pace oppone al concetto numerico di probabilità; iltema dell’alteritàe relazione tra il vivente umano e il vivente non umano nell’articolo in cui Caterina Diotto, esperta in ecofemminismo, cambia la domanda kantiana “Cosa è l’uomo” (ossia cosa siamo) in “Cosa non siamo?”, e in questo traslato cambia del tutto la prospettiva dell’interrogazione sull’umano.

In questa prima parte che costituisce il corpus di questo numero, ma in altri contributi che seguono ci si misura ancora direttamente o indirettamente con il modello diHomo creator, ad esempio in Padre Peyron che evidenzia il suo legame con la Creazione, e anche con il modello di donna disubbidiente prospettato da Alessandra Lanivi. Anche da altre posizioni laiche e settori del femminismo internazionale emerge la preoccupazione che le AI nel loro processo di espansione inarrestabile possano chiudere non solo gli spazi di creatività ma anche quelli della “possibilità” e dell’umana “trascendenza”. Tutto questo crea un interessante dibattito a distanza con il pensiero di Masullo che ritiene ormai superato come soglia precedente a quella Postumana, sia l’Homo creatorsia categorie che, estrapolate dal processo bio-tecno-logico, lo possono condizionare dall’esterno.

Al pensiero di Masullo, che parte dal superamento della diltheyana scissione tra scienze esatte e scienze umane e alla connessione tra i vari saperi, è dedicata anche la finestraIncursioni dei saperi scientifici nel campo della filosofia, che raccoglie gli articoli dell’insegnante di matematica Stella Zatieri Pirola, dell’ingegnere Antonio Beneduce, della saggista e scrittrice Rossana Pace.

Filosofia.0avrà anche rubriche fisse aperte alle donne e ai giovani. In questo numero:Ada Lovelace, per la rubricaRitratto di una scienziata, a cura di Sandra Macci; l’intervista di Maria De Carlo a Luca Nave e Maddalena Bisollo dell’associazione Pragma sul rapporto tra i giovani e i social per la rubricaFilosofia con bambini e adolescenti. Infine, la rubricaNuove voci in Campoche raccoglie gli articoli di giovani autori e giovani autrici come Alessandra Lanivi, che si interroga sui bias sessisti trasmessi dalle AI, e Giovanni Avverso con il suo articolo sulle tecnologie del sé, da cui si evince la poliedricità semantica del termine tecnologia.

Itinerario filosofico di Paolo Augusto Masullo e di Filosofia.0

Traccio brevemente a sostegno delle scelte editoriali fatte in questo numero l’itinerario filosofico del pensiero di Paolo Augusto Masullo dalla antropologia filosofica all’epistemologia antropologica che è anche l’itinerario della nostra rivista.

La filosofia di Masullo si snoda attraverso un ampio spettro di piani del reale e registri di saperi differenti, dal conflitto biologico a quello socio-politico, dallakrìsisvitale allakrìsiscultural-sociale. La rivista che affronta il tema dell’addestramento della intelligenza umana e quella delle AI è dedicata a Paolo Augusto Masullo, perché segue il suo stesso percorso a partire dagli Infiniti Mondi delle scienze, saperi e delle loro interconnessioni. È proprio la finalità del suo pensiero, il dialogo con le scienze, che apre il confronto con Weizsäcker su cui ha scrittoPatosaggio(1992)4. Da buon antropologo, la sua ricerca non parte dalla filosofia ma da una scienza: la biologia, per approdare, negli ultimi scritti, all’utilizzo delle scienze nella stessa etica, un’etica che possiamo definireetica delle competenze. Il suo pensiero prende le mosse dall’antropologia, che contiene già al suo interno scienze come biologia e neurofisiologia, per giungere ad una vera epistemologia antropologica, perché i saperi sono importanti anche nella stessa costituzione della sua prospettiva etica, che egli chiamabio-tecno-etica.

Al postumano Paolo ha dedicato articoli e saggi, anche in inglese; il suo principale libroL’umano in transito(2008)5; una delle sue ultime lezioni presente nel testoAldo Masullo. L’Interrogazione del reale(2022)6; un ciclo di tre lezioni svolte presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli nel 20197che si rifanno aPosthuman8, un testo in inglese del 2017, dove si intravedono le linee di una ricerca ancora in fieri, stroncata dalla morte (2021). In questi scritti e lezioni chiaro è il suo riferimento a Nietzsche, la visione di postumano di Paolo è originale proprio per l’uso di alcuni capisaldi della concezione dell’oltre-uomo di Nietzsche. Si rifà a Zarathustra, alla volontà di potenza, per parlare del potenziamento umano ad opera dello sviluppo di invenzioni tecnologiche che non possono essere considerate una minaccia per l’umanità, ma che supportano l’umanità, anche se vanno governate e creano nuovi problemi etici e di negoziazione.

Ma andiamo per tappe…

Dio è morto! Fine della storia dell’uomo? Sì! Finisce la storia dell’uomo, ma si apre un’altra storia, quella dell’oltre-uomo. La morte di Dio sta ad indicare una grossa cesura della Storia. In termini biologici è una soglia, che porta una variazione, l’oltre-uomo è una variazione dell’umano, non è né l’annientamento dell’umano, né il suo eterno ritorno, è una variazione e al tempo stesso un potenziamento. La visione di Nietzsche è una visione olistica, la ragione è una passione e quindi si radica nel corpo, non c’è iato tra livello spirituale e livello biologico ed è a questa visione che Masullo si riferisce. I suoi primi studi sono su Weizsäcker che è il primo biologo che libera la biologia dal fisicalismo. Per Weizsäcker la vita è la soggettività che irrompe ontologicamente nel mondo come evento. La vita è al di là del logico inteso come livello dell’oggettività, al di là del mondo dei significati, inteso come mondo dei significati oggettivi su cui si fondono le scienze esatte, ma anche la società e le sue istituzioni. È al di là, ma contiene al tempo stesso questi livelli. Il bersaglio di Weizsäcker è quindi la riduzione della biologia a fisica, essendo un medico egli ha sotto gli occhi la medicina del suo tempo che si fonda sulla malattia dell’uomo ridotto a corpo-cosa. Ci sono molti punti di contatto con Jaspers per il quale il corpo è vita (Leib) e con Merleau-Ponty che parla di corpo-soggetto. L’uomo, per questi filosofi, è infatti una struttura aperta al mondo, si muove nel mondo (Umwelt) e così facendo lo percepisce, lo subisce (patico) ma anche lo ricrea, nel circolo movimento/percezione dell’atto biologico. In questo movimento/percezione, come sottolinea Diotto, per Merleau-Ponty sono integrati anche gli strumenti di potenziamento e protesi. La biologia non è la fisica, perché il suo non è un modello deterministico, meccanicistico, la vita non è un flusso che si estende all’infinito immutabile attraverso una catena di cause ed effetti. Lakrìsisè la caratteristica della vita, quando Masullo parla di forze non parla solo di forze sociali, ma del campo di forze che si scontrano già a livello biologico. Il conflitto non nasce solo a livello sociale, nasce già a livello biologico e provoca una crisi che porta il soggetto verso nuove soglie. È la vita stessa, come soggetto che dà la spinta al livello dellatèchne(livello culturale), a decidere e a creare nuove invenzioni. La vita, arrivata ad una soglia, entra in crisi tra conflitti di forze di vario tipo e crea nuove forme per ripristinare un nuovo ordine rispetto a quello precedente disturbato9. È la stessa vita-techne, quindi, che seleziona e attua variazioni in continuità con il livello culturale e sociale dove si agisce con la decisione e creazione di nuove forme tecnologiche. Fin dal livello biologico si sente la necessità di un adeguamento delle forze in campo e si opera la conseguente decisione di cosa recidere e cosa selezionare. Il biologico fonda il piano dell’oggettività ma non lo esclude, lo contiene in un processo difeedbackche va oltre, individuando nuove soglie, in un percorso in divenire tra una crisi e l’altra, per cui la domanda di fondo non è più “cosa è l’uomo?”, ma “cosa questo uomo diventa?”. Questa domanda Weizsäcker la trae da una nuova visione della medicina (medicina antropologica), che corregge la domanda kantiana sul “che cosa”. Masullo riprende questa formula e la trasloca nella antropologia filosofica: se la medicina non può ridurre il soggetto al corpo, alla causalità del corpo organico, a maggior ragione non può farlo la Filosofia.

Nella visione di Masullo sembrerebbe che il post-umano viene determinato dal processo bios-techne, ma non è così: bios e techne sono livelli della realtà che lo strutturano dall’interno. Il post-umano, che è una singolarità complessa perché ha una struttura unitaria, potremmo dire bipolare, bio-culturale, e quindi bio-tecnologica, è arrivato a questa soglia di rivoluzione informatica attraversando una crisi, il cui scenario non è solo quello del conflitto delle classi rivestuto e corretto, ma è una crisi che si origina nella sfera biologica. Le rivoluzioni che hanno attraversato la storia a livello socio-politico fin dall’antichità sono nate trasversalmente. Anche la rivoluzione tecnologica nasce da una crisi che si svolge contestualmente a livello sociale e a livello biologico. Dire che la soggettività è entrata nella biologia significa dire che anche la biologia ha una storia che si interseca con quella storico-sociale, senza sovrapposizioni, perché anche a livello biologico si hanno crisi, e ogni tratto di storia biologica si svolge tra due crisi della vita. Ciò che avviene a livello sociale, ad esempio la domanda sociale, ha una matrice sì sociale, ma anche una matrice biologica. Per Paolo, che non misconosce le cause storico-sociali della rivoluzione informatica e ne parla in più parti della sua opera, è più interessante il livello più nascosto di questa rivoluzione, quello fungente da movimento/percezione. Questa forza bio-cultural-tecnologica si muove nel suo ambiente (Umwelt) e in questo muoversi crea l’oggettività, il mondo dei significati (società, istituzioni, tecnologie), che a sua volta genera unfeedbacksullo sviluppo dell’umano stesso. Masullo sostiene infatti che alla luce delle invenzioni tecnologiche cambiano anche le categorie epistemologiche dell’umano, inteso come oggetto di indagine, ma anche come soggetto; cambiano i punti di riferimento, gerarchie di valori nell’individuo ibridato. Chi è l’io, secondo Paolo? Non certo il Soggetto, l’Io penso husserliano, né tantomeno l’Ego di Freud (il Super-io), ma è la singolarità (il sentirsi vivere nietzschiano), una singolarità impersonale come snodo di molteplici forze, in cui in una visione prettamente olistico-immanentista il vero soggetto è la vita ibridata. Forte è qui il riferimento di Masullo a una lettura di Nietzsche deleuziana che accomuna Nietzsche a Spinoza10. Paolo, inoltre, trae il modello della singolarità dalla fisica: la singolarità in fisica sta ad indicare «un punto di infinita densità ed energia che costituisce una spaccatura spazio/tempo»11. Prendendola a prestito dalla fisica, potremmo indicare le tappe dell’iter della soggettività da soggetto a persona, e poi dalla persona al soggetto nomade come un cambio di densità, una progressiva rarefazione. «Se la modernità è nata sotto il segno del soggetto (psyché, anima, ragione, coscienza, io) come coagulo sempre più denso dell’identità umana»12, con la crisi del moderno il soggetto si è diluito prima nella persona e poi si è moltiplicato, decentrato nel soggetto nomade come singolarità complessa, singolarità multiplex aperte al rapporto con l’altro da sé, singolarità multicentriche. Non dobbiamo farci fuorviare da quel prefissoUberche sta prima diMansch, che si rifà altranslatino, che non è iltransdi trans-scendere, perché l’Ubernon sta ad indicare un salto, ma un passaggio, da uno stadio a un altro, da una soglia a un’altra, in uncontinuum. Certo è lecito chiedersi, come fa Perillo, quali siano state le responsabilità passate dell’umano e soprattutto quali siano i margini di libertà che ha l’individuo per determinare il suo destino futuro. Molto pochi! Solo il margine per attuare unfeedback, perché sono le forze della vita ibridata ad agire attraverso l’individuo, e non l’individuo ad agire queste forze in uno spazio di trascendenza, di uscita assoluta al di fuori del processo sia pure momentanea e non metafisica. Cosa che fa Aldo Masullo, criticato fortemente da Paolo Augusto Masullo che lo accusa di essere un idealista13. Aldo Masullo spezza la continuità del processo del reale con un evento imprevisto che chiamagrazia, che quasi come la grazia divina opera uno stacco nelcontinuumdel processo bio-tecnologico ed apre uno spazio trascendente, metastorico, in cui colloca la scelta umana e la possibilità della cura della salvezza. Per Paolo Augusto Masullo, che si trova a vivere in uno scenario in cui l’uomo non è piùHomo Creatore non c’è alcuno spazio per la trascendenza perché sono le forze bio-tecnologiche che, arrivate a soglie più alte, “decidono” le variazioni, è ancora possibile l’Etica? È una domanda pertinente. Secondo Paolo, non è più possibile un’Etica con la E maiuscola, ossia l’Etica dell’intenzione e della responsabilità, non c’è più un’Etica universalistica che valga per tutte le situazioni. Questo non significa che non vi siano più responsabilità personali, ma significa che si può scegliere di agire solo a partire dalla situazione data e dalla sua comprensione anche attraverso competenze e saperi acquisiti. Paolo parla di un’etica della comprensione e delle competenze, quindi non dialoga solo con Nietzsche, Scheler e Weizsäcker, filosofi del ‘900, e con le punte più radicali del femminismo internazionale come Donna Haraway e Rosy Braidotti, autrici di testi sul Postumano, ma dialoga soprattutto con i saperi. Saperi antichi come saperi attuali — che nascono anche all’interno stesso del processo tecnologico inarrestabile, ma governabile — dialoga con le etiche come regolamentazione di nuovi conflitti. Parlare di etiche al plurale non significa arbitrio o relativismo, ma significa stare al passo dei problemi che nascono lungo l’arduo e inarrestabile cammino dell’umano, anzi oltre-umano, avendo come principio la cura. La cura degli affetti e del corpo che potrebbero essere travolti dall’accelerazione del processo tecnologico, come dal dominio della biopolitica e della psicopolitica, nuove forme di potere. La cura deve assicurare all’uomo bio-tecno-logico in viaggio e in-divenire che la sua affettività non venga degradata o addirittura annientata. La cura non è il semplice chinarsi sul letto del malato, non è solo “clinica”, ma è una cura che deve usare competenze sempre più complesse, messe in crisi di vecchi paradigmi, di saperi che non reggono più all’impatto delle AI e della costruzione di nuove interconnessioni, che — come dicono Michele Mezza e Gigi Spina — partono dalla consapevolezza che questo impatto comporta nell’uso delle AI, ossia dalla consapevolezza di cambiamenti che riguardano il rapporto corpo/percezione, mente/sensi, ecc. Solo un’etica della consapevolezza, che sappia di volta in volta individuare puntualmente lungo il nostro viaggio quanto e come stiamo cambiando e quale sviluppo di competenze e di saperi possono governare il nostro stesso cambiamento, ci può salvare. Nell’era del Postumano Masullo non parla più di Etica ma di bio-tecno-etica e il suo itinerario, che partiva dall’antropologia filosofica, approda a una vera e propria epistemologia antropologica, dove non è più l’àntropos, il Soggetto, al centro, ma l’epistème. È una rivoluzione a 360 gradi, certo appena accennata (la morte l’ha colto prematuramente), ma comunque con il testoL’umano in transitoha messo in evidenza come con il Postumano sia avvenuto un salto importante da una soglia all’altra del processo bio-tecno-logico.

Con questa rivista noi intendiamo ripercorrere e continuare il suo itinerario, attenti alle nuove soglie che necessariamente si aprono. Tra la sua morte e la pubblicazione di questo numero, ci sono state già novità importanti nello scenario bio-cultural-tecnologico, dalla presenza di AI sempre più generative a una pluralità di AI per cui non è più possibile parlare di AI al singolare. Su questi cambiamenti ci stiamo confrontando, non perdendo però la profondità che il sapere filosofico esige e che spesso stride con la velocità con cui accadono le innovazioni in campo tecno-informatico.


  1. M. Anzalone e P. A. Masullo sono stati insieme i curatori diMedicina tra Scienza e Filosofia, in «Studi jaspersiani», rivista annuale della Società Italiana Karl Jaspers, 5° Vol., Edizioni Orthotes, dicembre 2017.
  2. G. Borrello,Aldo e Paolo Masullo: un dialogo serrato. Dall’età della tecnica al Postumanocon introduzione e cura di Cloe Taddei Ferretti, Liguori, Napoli, 2023.
  3. A. M. Pedullà (a cura di),Visioni del Postumano. In memoria di Aldo e Paolo Augusto Masullo, Criterion Editrice, Napoli, 2024.
  4. P. A. Masullo,Patosaggio. L’antropologia relazionale di Viktor von Weizsäcker, Guerini e Associati, Milano, 1992.
  5. P. A. Masullo,L’umano in transito. Saggio di antropologia filosofica, Edizioni di Pagina, Bari, 2008.
  6. P. A. Masullo,Psicopatologia e bioantropotecnica degli affetti, in G. Borrello e F. Lamberti (a cura di),Aldo Masullo. L’interrogazione del reale, Liguori, Napoli 2022, pp. 77-84. Nello stesso volume è presente il dibattitoPsicopatologia e bioantropologia degli affetti, ivi, pp. 131-136.
  7. P. A. Masullo,Attualità dell’antropologia filosofica, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Palazzo Serra di Cassano, Napoli, 13-15 maggio 2019, visualizzabile al canale YouTube «AccademiaIISF».
  8. M. Maldonato e P. A. Masullo (a cura di),Posthuman Consciousness and Patic Engagment, Sussex Academic, Oxford 2017.
  9. «La pulsione coniugativa, dunque, è iscritta nella stessa forma costitutiva del biologico che si fonda sul “non equilibrio”» (P. A. Masullo,L’umano in transito, cit., p. 22).
  10. Deleuze vede, sia in Spinoza che in Nietzsche, la vita come soggetto che dà senso al divenire del reale; in Spinoza «una vita che non si vive a partire dal bisogno, in funzione dei mezzi e dei fini, ma a partire da una produttività, da una potenza, in funzione di cause ed effetti» (G. Deleuze,Spinoza, Filosofia pratica, tr. it. di M. Senaldi, Guerini e Associati, Milano, 1991, p. 11) e in Nietzsche la vita nella sua unità con il pensiero: «I modi di vivere esprimono i modi di pensare, i modi del pensiero producono modi di vivere» (G. Deleuze,Nietzsche, tr. it. di F. Rella, Bertani editore, Verona, 1976, p. 23).
  11. P. A. Masullo,L’umano in transito, cit., p. 102.
  12. Ivi, p. 103.
  13. «[Aldo Masullo] approda inL’Arcisensoa una posizione più vicina a Nietzsche, sostenendo che “l’uomo può conoscersi con sentirsi, quindi come affermazione di sé, vivendo e volendo la vita […] ma lo deve fare vivendo trascendentalmente, ossia alla ricerca della propria salvezza”. Aldo Masullo lega il sentirsi all’Etica della salvezza, ad una dimensione che trascende il processo diveniente. […] InL’ArcisensoAldo così definisce l’Etica: “L’Etica è l’ardua ricerca per trascendere ogni trascendenza, verso la salvezza della soggettività”. Ecco il motivo per cui Paolo chiama scherzosamente Aldo idealista» (G. Borrello,Aldo e Paolo Masullo: un dialogo serrato, cit., p. 50).

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